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Pampapato Ferrarese

Pampapato ferrarese, storia e ricetta del dolce tipico estense

Il dolce principe della città di Ferrara, il pampepato o pampapato ferrarese, stupisce per la sua antichità e la sua storia, ricoprendo un ruolo di primo piano nel natale ferrarese.

Sul nostro shop online ti proponiamo il pampepato ferrarese in tutta la sua bontà e qualità, avendo cura di scegliere le migliori materie prime per la preparazione del pampepato di Ferrara. Solo l’uso di materie prime di eccellenza è garanzia di apposizione del marchio Pampepato di ferrara IGP.

La preparazione del pampepato ferrarese si deve all’usanza del XII secolo di preparare nel periodo natalizio i “pani arricchiti”, dei pani speciali composti da farina, acqua, frutta secca e spezie, ideali per il periodo di avvento o periodo di magro. Questa usanza la ritroviamo in molte città italiane. Basti pensare per esempio al panforte, al pan del cassero o al certosino bolognese.
L’origine del nome del pampepato ferrarese nessuno la conosce con certezza ma la risposta più probabile è che il pampapato ferrarese abbia assunto questo nome dopo la presa dello Stato della chiesa dei domini ferraresi e, in onore del papa, il pampepato o pampapato ferrarese sia stato chiamato così con il significato di “pane del papa”. Anche la forma del pampapato ferrarese vede un chiaro richiamo alla papalina del papa.
Un’altra versione invece tende ad associare il nome del pampepato ferrarese alle spezie che ancora oggi lo compongono (la cui composizione è tenuta segreta da ogni produttore di pampepato ferrarese): dividendo il nome in pan “pepato” infatti avremmo la conferma di questa teoria, dove il termine “pepato” non significa che all’interno del pampepato ferrarese troveremo del pepe ma bensì delle spezie.
L’anno di origine della ricetta del pampepato ferrarese resta tuttora un mistero: alcuni affermano che derivi da una antichissima ricetta nata nel paese di Pontelagoscuro, ma l’ipotesi più accreditata è che il pampepato ferrarese sia stato inventato dalle suore di clausura nei monasteri del XII secolo, come dono natalizio per alti prelati. Il fatto che all’interno del pampepato ferrarese vi fossero spezie come la noce moscata e la cannella, molto costose per i tempi, è un dato che contribuisce a quest’idea sulla nascita del pampepato ferrarese, in quanto solo le sfere clericali e monastiche avevano una capacità economica per acquistare queste spezie esotiche.
Altre citazioni storiche del pampepato ferrarese ci arrivano da testimonianze e testi antichi sulla vita di corte degli Este; pare infatti che Borso d’Este nel 1465, in occasione di una cena di gala, avesse incaricato un valletto di inserire all’interno del pampepato ferrarese, che sarebbe stato servito ad ogni ospite, un ducato d’oro in regalo.
Grazie a Cristoforo Messisbugo ed al suo trattato di scalcheria del 1549, sappiamo che nella corte estense veniva servito del pampepato ferrarese.
Anche sulla forma del pampepato ferrarese, oggi tipicamente a forma di zuccotto, i pareri sono controversi. Una prima versione vede infatti il pamapapato di Ferrara prodotto nella forma attuale che conosciamo, in onore del cardinale Ippolito II d’Este, durante la festa tenutasi a Ferrara nel 1566 per la successione di Alfonso al governo del ducato estense.
Un'altra versione invece vede le monache di clausura del Corpus Domini di Ferrara protagoniste della nuova forma data al pampapato ferrarese, nel corso del XVI secolo.
La ricetta del pampapato di ferrara era composta nel XVI secolo da ingredienti quali farina, mandorle, canditi di cedro e spezie.
Storia e leggende a parte si può affermare con certezza che dal 1500 in poi il pampepato ferrarese è diventato il dolce natalizio prediletto dalla popolazione ferrarese e non può mancare nelle tavole il giorno di Natale.
Solo nel XX secolo però, grazie al pasticcere Guido Ghezzi, il pampepato ferrarese diventerà il dolce tipico ferrarese che oggi conosciamo e che troviamo nelle nostre tavole il giorno di Natale.
Guido Ghezzi di Milano, si sposterà infatti a Ferrara nel 1902, aprendo un laboratorio di pasticceria. In questo laboratorio rielaborò la antica ricetta del pampepato ferrarese, modificandola per renderlo più gustoso. Ricoprendo il dolce con la caratteristica copertura di cioccolato, impossibile da avere al tempo degli Este quando le americhe erano ancora territori inesplorati, ottenne un successo ineguagliabile di gusto. La copertura di cioccolato, oltre a offrire un gusto più inimitabile, aiuta a rinchiudere tutti gli aromi e a conservare meglio il pampapato di ferrara IGP.
Visto il successo ottenuto col nuovo pampepato ferrarese, fornai e pasticceri di Ferrara tentarono di imitarlo, dando vita molte volte a forti insuccessi, ma spesso anche a varianti altrettanto appetitose del pampepato ferrarese come il pan di Vanna che trovi sempre sul nostro store. Le ricette per il pampepato ferrarese che ogni famiglia costudisce nel proprio libro di ricette sono state (e sono tuttora) molte e variano fondamentalmente sulla quantità degli ingredienti presenti nel pampapato di ferrara, che lo rendono più speziato o più aromatizzato, o più dolce o meno dolce.


Dal 2016 grazie ad un disciplinare che ne regolamenta gli ingredienti è entrato ufficialmente a fare parte dei prodotti IGP dell emilia romagna con l’indicazione di PAMPAPATO o PAMPEPATO di Ferrara IGP
 

Pubblicato il 27 ottobre 2021
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